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Industrial Meeting / Food and Beverage Technology

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Adriano Manzoni – Industrial Meeting / Food and Beverage Technology. Il progetto internazionale nasce dall’Italia. Un profondo e comune convincimento unisce Italy Golf Cup a Industrial Meeting / Food and Beverage Technology, ed è quello di credere fortemente nelle qualità e nelle eccellenze della nostra imprenditoria in un settore che non ci vede secondi a nessuno.

Industrial Meeting | Food and Beverage Technology è un progetto internazionale con focus sulle tecniche produttive, sulle materie prime e sui materiali impiegati dall’industria alimentare e delle bevande

L’industria che produce alimenti e bevande ha una forte presenza di operatori specializzati e professionali distribuiti in tutto il mondo ma sicuramente la tecnologia italiana è tra le più rinomate e importanti e tra quelle maggiormente esportate. Motivo per cui è nato Industrial Meeting (www.industrialmeeting.club) in Italia in lingua inglese per raggiungere anche i lettori più lontani e col tempo ha iniziato a crescere e per raccontare la tecnologia che il mondo alimentare utilizza e nel suo network sono arrivate altre lingue come il russo, l’arabo, l’italiano e altre arriveranno prossimamente.

Che cosa è IndustrialMeeting.club?
Industrial Meeting | Food and Beverage Technology è un progetto internazionale con focus sulle tecniche produttive, sulle materie prime e sui materiali impiegati dall’industria alimentare e delle bevande. L’iniziativa internazionale nasce da un gruppo di professionisti esperti dell’industria produttiva e del marketing internazionale.
Dal portale si articolano diverse iniziative: informazione, formazione e meeting diretti all’interno dei progetti di filiera.
I temi trattati riguardano le tecnologie impiegate nei processi produttivi, dalla ricetta di cibi e bevande al confezionamento dei singoli prodotti con materiali innovativi e sempre più ecocompatibili e la loro applicazione per settori specifici come prodotti da forno, cioccolato e derivati, tè e caffè, confetteria, latticini, carne e pesce, cibo per animali ma anche bevande a partire dall’acqua, bibite gassate, succhi di frutta e vino.
Il progetto Industrial Meeting è al servizio dell’industria: informa il settore, favorisce gli scambi commerciali agevola l’incontro tra domanda e offerta. La collaborazione con le industrie del settore è importante e insieme a loro si lavora sulle filiere verticali che compongono la produzione alimentare.
Agli aspetti prettamente informativi si aggiungono altre attività: la realizzazione di portali web internazionali per il settore alimentare, realizzazione di seminari con eventi sia su temi specifici che per le industrie produttive ma anche il supporto marketing e di comunicazione sul web e sui numerosi canali sociali in diversi paesi.

I principali argomenti: al centro l’alimentazione mondiale
Gli argomenti al centro dell’attenzione partono dall’attualità. L’industria alimentare è sempre più attenta all’ecosostenibilità delle produzioni. La strada tracciata ormai è quella della salvaguardia sempre più importante del nostro pianeta.
Temi più inerenti agli aspetti economici, di mercato come anche eventi e fiere non possono non avere al centro l’attenzione all’ambiente.
Entrando nel dettagli: che cosa serve alla produzione alimentare?
Le principali soluzioni tecniche sono identificate in alcune macro categorie che per dovere di ordine sono state categorizzate utilizzando le denominazioni in lingua inglese in quanto il mondo industriale internazionale impiega questi riferimenti facilmente comprensibili.
• Food: ingredients, processing, packaging, production;
• Beverage: processing, packaging, production;
• Packaging: materials, primary, secondary, end of line;
• Process: liquid, powder, solid;
• Automation: motion control, robotics, devices, logistics;
• HVAC Service
• Sectors: agrifood, bakery, beer, chocolate, coffee/tea, confectionery, dairy, juice, meat/fish, pet food, spirit, water, wine.

I punti di forza di Industrial Meeting e del suo team sono sicuramente la conoscenza del mercato con i suoi trend, le tecnologia, gli attori che vi operano. La curiosità sulle industrie che vi operano e con gli approfondimenti su quanto gli specialisti realizzano e i loro consigli.
Al centro degli argomenti chiaramente c’è sempre la tecnologia più innovative e recente che permette di migliorare la produttività e la competitività delle imprese del settore nel mondo con lo stato dell’arte dell’evoluzione tecnologica più adatta a paesi e continenti diversi.

The Industrial Meeting Network
• www.IndustrialMeeting.club > Food and Beverage Technology | WORLDWIDE markets (English language)
• www.RU.IndustrialMeeting.club > Food and Beverage Technology | RUSSIAN markets (Russian language)
• www.AR.IndustrialMeeting.club > Food and Beverage Technology | ARABIC markets (Arabic language)
• www.IT.IndustrialMeeting.club > Food and Beverage Technology | ITALIAN market (Italian language)

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Adriano Manzoni

Founder & Trademak Owner – Marketing & Sponsorship Manager “Italy Golf Cup”.
Di professione consulente marketing ha due ombre nel suo lungo curriculum: non gioca a golf e è di fede rossonera.

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Tonino Lamborghini, 40 anni di made in Italy: da una tazzina di caffè ai progetti di building internazionali

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Adriano Manzoni – Dal 1981, Tonino Lamborghini, oggi affiancato nella conduzione aziendale dal primogenito Ferruccio, vicepresidente e CEO, interpreta un universo di stile italiano con un lifestyle experience brand ispirato al suo heritage familiare.
È per questo che il Circuito Italy Golf Cup é più che onorato di avere questo brand tra i propri partner.

Intraprendenza, stile italiano, design, passione per la meccanica e un DNA indiscutibilmente legato ad una storia leggendaria sono i valori trasmessi dall’azienda che da 40 anni, celebrati nel 2021, porta nel mondo l’italianità attraverso prodotti e progetti dal carattere inconfondibile: orologi, occhiali, pelletteria, cellulari, profumi, complementi d’arredo, abbigliamento, accessori sportivi, golf&utility cart, hotel a 5 stelle, progetti real estate, caffetterie e ristoranti a marchio. Tutti i prodotti si contraddistinguono per il simbolo del “Toro che carica” su sfondo rosso. La brand extension del marchio include inoltre una linea esclusiva di prodotti beverages brandizzati.

Tra le novità del brand nel settore Hospitality è prevista a ottobre 2021 l’apertura del 4° hotel in Cina, mentre in Brasile si sta sviluppando il primo progetto di real estate: il Tonino Lamborghini Residences a Balneário Camboriú, città conosciuta anche come la “Dubai Brasiliana”.

Sin dalla metà degli anni ’90, Tonino Lamborghini produce infatti in Italia una esclusiva linea di bevande che accompagna i consumatori di tutto il mondo, dalla colazione sino alle serate nei locali più esclusivi: Caffè espresso in tre differenti miscele, Cioccolate solubili in otto diversi gusti, Energy Drink anche nella versione Sugar Free e Vodka. Tonino Lamborghini Beverages è pensata per un posizionamento alto, la si può degustare nei canali Ho.Re.Ca. e Super Ho.Re.Ca., nei club selezionati, nei retail specializzati e presso gli hotel, i lounge e le caffetterie a marchio di oltre 40 paesi nel mondo. Tonino Lamborghini firma infatti progetti di hotellerie a 5 stelle e building.

Tra le novità del brand nel settore Hospitality è prevista a ottobre 2021 l’apertura del 4° hotel in Cina, mentre in Brasile si sta sviluppando il primo progetto di real estate: il Tonino Lamborghini Residences a Balneário Camboriú, città conosciuta anche come la “Dubai Brasiliana”.
Un progetto che includerà 53 piani con affaccio sul mare di Balnéario e tre ampi spazi multifunzionali, aree per attività ricreative come SPA e terrazza con piscina.
La torre comprenderà gli arredi della linea Tonino Lamborghini Casa.
Gli ospiti sin dall’ingresso saranno circondati dall’iconico lifestyle Tonino Lamborghini, accolti in una lobby dall’interior impattante e glamour, e potranno scegliere di soggiornare in una delle 39 suite e 7 ville con vista sulle esotiche isole tailandesi, tutte impreziosite da arredi della collezione a marchio.
L’architettura del nuovo boutique hotel sarà firmata dal pluripremiato Alexander Wong, che interpreterà i valori Tonino Lamborghini in un progetto dal design inconfondibile, chiaramente ispirato al marchio italiano.

In Tailandia, lo scorso novembre 2020, è stata inoltre annunciata la partnership, per lo sviluppo del Tonino Lamborghini Boutique Hotel Phuket, che aprirà le porte al pubblico nel 2023.

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Le 18 emozionanti buche del Ca’ della Nave disegnate da A. Palmer all’Italy Golf Cup

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Adriano Manzoni – Se non fosse tanto verde il percorso del Ca’ della Nave si potrebbe pensare di passeggiare tra le calli della vicina Venezia tanta è l’acqua a difesa delle buche, ma non preoccupatevi giocare qui sarà una piacevolissima esperienza.

Le buche disegnate da Palmer, con tanta acqua intorno

Ca’ della Nave è il primo dei tre campi progettati in Italia alla fine degli anni ‘80 ad opera del celebre campione USA Arnold Palmer, noto progettista di campi da golf nel mondo, che si è ispirato alla vicina Venezia e ha disseminato le 18 buche di ostacoli d’acqua.
Il percorso è stato inaugurato nel 1988 con l’Open d’Italia femminile e la sua peculiarità è data appunto dall’abbondanza di ostacoli d’acqua creati con laghi artificiali che interessano ben 12 delle 18 buche, dalla consistente presenza di grandi bunker all’americana, dagli aspetti tecnici e dalla piacevolezza del paesaggio circostante, che lo annoverano fra i migliori campi da competizione realizzati in Italia.
Numerosi sono i servizi offerti dal Circolo: campo pratica con postazioni coperte e scoperte, putting green per provare le stesse sensazioni dei green del campo, pro-shop con le migliori marche a prezzi competitivi, piscine a disposizione dei giocatori e degli ospiti, ristoranti per un pasto completo o uno spuntino veloce, spogliatoi, servizio di noleggio sacche, scarpe, cart e carrelli.

Inoltre la Golf Academy di Ca’ della Nave offre numerose soluzioni sia per i principianti che si avvicinano al golf, sia per perfezionare le capacità dei giocatori più abili.

La competenza e la professionalità dei maestri dell’Academy del Club è riconosciuta a livello internazionale e comprovata dalle numerose certificazioni acquisite. La Golf Academy organizza clinic specializzate sia a Ca’ della Nave che presso i più rinomati Golf Club italiani ed esteri. Ca’ della Nave è, oltre ad un particolarissimo percorso golfistico, anche una splendida Villa del cinquecento, immersa in uno dei più ampi e notevoli parchi secolari del paesaggio veneto.

Nella Villa, sede del Golf Club Ca’ della Nave dal 2016, si colloca anche un bellissimo ristorante che è stato completamente rinnovato. Cuore pulsante del Golf Club, il ristorante le Serre è la location più moderna e glamour dell’intera proprietà.
Un ambiente esclusivo ed accogliente con più di cento posti a sedere al suo interno, ma che triplica i suoi spazi quando vengono aperte le grandi vetrate che si affacciano sulle piscine esterne.

Sempre tanta acqua

Realizzare il proprio evento a Ca’ della Nave è un’esperienza unica e memorabile, non solo perché si tratta di una storica location immersa nel verde, ma soprattutto per le numerose soluzioni che può offrire, diverse per stile, capienza e tipologia, studiate per soddisfare ogni tipo di esigenza.
Le molteplici soluzioni che può dare questa grande ed articolata location possono ospitare qualsiasi tipo di evento privato, offrendo un’assistenza a 360 gradi che va dalla cura degli spazi, al servizio catering interno, dalla fornitura dei servizi audio e luci, agli allestimenti.
In qualsiasi stagione dell’anno si realizziano pranzi e cene di gala, cerimonie, cene di raccolta fondi e tanti altri eventi.
Ca’ della Nave offre il perfetto connubio tra modernità e storia, tra attività sportiva e relazionale, tra glamour e relax.

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Benedetti&Grigi un’unica visione e un’unica filosofia alla base di una nuova importante storia tutta italiana

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Adriano Manzoni – Italy Golf Cup é felice di poter annoverare tra i suoi Partner un’azienda che fa della passione per il proprio “prodotto” il suo punto di forza. È anche grande il piacere nel vedere in Benedetti&Grigi un gran bel gioco di squadra.

Per una volta preferiamo lasciare direttamente la parola ai diretti interessati per poter descrivere meglio e con più competenza un “prodotto” e un’attività che richiede così tanta passione e competenza.
“Il vino la nostra passione”, una filosofia che ha unito un esperto agronomo e un giovane e dinamico imprenditore, portando così alla nascita della nostra cantina, Benedetti&Grigi, fondata sulle tradizioni ma con un attento sguardo al futuro.
Basiamo il nostro lavoro sul pensiero che “il vino si faccia in vigna, viti sane e uve sane non possono dare che un ottimo prodotto”
Coltiviamo le nostre viti sulle argillose colline di Montefalco scegliendo per ogni varietà il giusto terroir, così da permettere alla pianta di esprimere al meglio tutto il suo potenziale. A noi non resta che assecondarla, raccoglierne i frutti alla piena maturazione, preservarne gli aromi e farli giungere intatti nel bicchiere.
Per questo che stiamo attenti a difendere le colline dall’erosione, curando i filari durante l’inverno e seminando a file alterne miscugli di graminacee con diversi microrganismi che permettono lo sviluppo di una notevole biodiversità, sia sopra che sotto la superficie del terreno. Non usiamo diserbanti chimici ma provvediamo meccanicamente alla pulizia del vigneto. Aderiamo alle misure agroambientali volte a ridurre l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti. Interveniamo manualmente per far in modo che i grappoli dispongano di un microclima ideale per la maturazione.
Con il susseguirsi delle stagioni, dei cambiamenti climatici e della conoscenza più approfondita di ogni particella di terreno, abbiamo ogni anno implementato l’azienda e la cantina con nuove tecnologie che hanno permesso di sperimentare sempre nuove strade per ogni singolo vitigno, cercando di esprimere ad alti livelli enologici le eccellenze del territorio. Il nostro laboratorio interno è alla continua ricerca di nuove tecnologie e metodi per migliorare i prodotti.

“Con orgoglio affermiamo che l’azienda è in continua crescita sotto l’aspetto qualitativo, di fatti ogni anno vengono investite nuove risorse che ambiscono alla crescita di ogni singolo vino”.

I filari delle vigne Benedetti&Grigi

Tenendo sempre a mente che “non esiste in natura un metro quadro di terreno uguale ad un altro” le viti della Cantina sorgono su 4 diverse tenute, alcune sono molto vicine tra loro e variano per suolo, altitudine ed esposizione, altre invece distano km.
Le tenute sono:
• Castello di Limigiano: I vigneti, dall’esposizione Nord Sud, presentano un terreno caratterizzato dalla forte presenza di argilla, che permette di avere delle uve di altissimo valore enologico.
• Terre dell’Abate: In questa tenuta il limo e l’argilla rendono i terreni ideali per la lavorazione di uve a bacca bianca.
• La Villa: Vigneti ben esposti, terreni abbastanza profondi di medio impasto ricchi di scheletro dove le varietà Sangiovese, Sagrantino e Merlot hanno trovato il loro terroir ideale.
• La Polzella: Questi vigneti sono caratterizzati da terreni profondi e freschi, che in annate calde riescono a superare stress idrici in maniera eccellente.

Gli Enologi si recano periodicamente in vigna per verificare il giusto stato sanitario e di maturazione delle vigne, effettuando campionamenti continui per assicurare la buon riuscita della vendemmia.
I nostri vini vantano numerosi premi, ottenuti da concorsi di rilievo internazionale come Decanter, Gambero Rosso, Veronelli, questo ci ha permesso di conquistare uno spazio commerciale sia nella grande distribuzione che nel mercato Horeca del panorama Italiano Europeo e mondiale, siamo contenti dei risultati ottenuti ma l’amore per il nostro prodotto ci spinge a pensare che questo sia solo il punto di partenza, ponendo sempre un attendo sguardo al futuro ci auspichiamo di raggiungere obiettivi sempre più grandi, sperando un giorno che il nome Benedetti&Grigi diventi sinonimo di qualità, come oggi avviene in Italia, domani anche nel resto del mondo.

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Adriano Manzoni

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L’eccellenza al Modena Golf non si ferma alla buca 18 ma viene servita in tavola

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Adriano Manzoni – La storia del Modena Golf & Country Club é costellata di grandi successi e soddisfazioni e in questa cornice il ristorante Ferrodieci non poteva che riproporsi anch’esso come eccellenza enogastronomica del Club.

Anche il Team Italy Golf Cup ha avuto la fortuna di assaporarne le specialità in occasione della gara del 27 giugno e può garantirne l’alta qualità.

All’interno del maestoso parco che racchiude il golf & Country club di montale nasce Ferrodieci Ristorante.
Situato all’interno della club house principale si articola in zona lounge bar aperta fino a sera e zona ristoro, che offre il servizio di pranzo dalle 12 alle 16 e cena dalle 19 alle ore 23.
Pace e tranquillità sono caratteristiche di questa location che permette di riposarsi dopo una lunga giornata di gioco ma anche la location adatta per poter gustare un buon piatto della tradizione modenese, magari rivisitato con un po’ di fantasia.

Punto forte del ristorante è la varietà della proposta:
“lo spaghettone quadrato” con burro e alici del Cantabrico e l’apprezzatissima “grigliata del marinaio”.

Una delle eccellenze del Ferrodieci: il gambero in tempura

La “grigliata del marinaio” é composta da piccoli assaggi del pescato del giorno guarniti con verdure di stagione, sono solo due dei piatti di pesce che vengono proposti ai soci e clienti del Club.
Non meno importante è la preziosa proposta di carne, accuratamente selezionata dagli allevamenti di mucca biologica degli Appennini reggiani o a volte anche importata dall’estero
Dalle tagliate al pregiato tomahawke australiano, passando per il ribeye, se siete amanti di questo secondo piatto troverete un’ ampia scelta da poter gustare
Il menù ricco, creato dal bravissimo chef Vincenzo Trobia, soddisferà chi ama la tradizione, ma anche chi ha voglia di sperimentare piatti sempre nuovi.
Ferrodieci, aperto nel 2019, in un momento di forte incertezza e instabilità è ora pronto a dare il meglio e rialzarsi piu forte di prima
Soci membri del club sono gli abituali frequentatori di questi tavoli, ma ciò non preclude la possibilità a clienti esterni, se golosi, di andare ad assaporare questa delicata cucina se si trovassero nei paraggi di questa location.

 

La sommelier professionista Paola Diacci, titolare del Ferrodieci, sarà sempre al vostro fianco per esporvi i vini in base alle vostre preferenze e per consigliarvi gli abbinamenti più ricercati.

Luca Cantagalli, che insieme a Paola gestisce il ristorante, è colui che ha dato ispirazione per il nome del ristorante
Ferrodieci nasce dal simpatico accostamento del numero che lo ha contraddistinto nella nazionale di pallavolo, ossia il 10, e l’inesistenza del “ferro 10” nel gioco del golf.

Al Ferrodieci è inoltre possibile organizzare eventi a tema tra cui matrimoni, meeting di lavoro, feste private sulla nostra veranda che si affaccia sul lago o nella nostra zona piscina, che dona un atmosfera davvero unica alle serate più speciali. Tutto lo Staff del Ferrodieci vi aspetta per offrirvi una piacevole esperienza enogastronomica e per lasciarvi un piacevole ricordo.

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Adriano Manzoni

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Andermatt: tanto altro oltre al golf e sci; possibilità di ottimi investimenti

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Andermatt Swiss Alps – È in questa splendida località svizzera che i quattro vincitori della finale di Italy Golf Cup, e i loro rispettivi accompagnatori, potranno trascorrere tre giorni da sogno di golf, o sci, se preferiranno scegliere la stagione invernale.
Un’occasione unica per scoprire le mille bellezze e opportunità di questo luogo.

Andermatt: la destinazione rinnovata

Gotthard Residences, appartamenti con servizio alberghiero e area wellness

Andermatt si trova sul massiccio del San Gottardo e dista solo due ore da Milano. Molte sono le novità degli ultimi anni in questo pittoresco borgo montano: sono sorte nuove palazzine e hotel, il campo da golf invita al gioco sulle sue 18 buche già dal 2016, il comprensorio sciistico è stato ampliato a 180 Km di nuove piste da sci e si estende ora da Andermatt fino a Disentis, ma il fascino del centro storico è rimasto immutato.
Andermatt Swiss Alps realizza un’ampia gamma di soluzioni abitative: dal monolocale all’appartamento o attico, fino allo chalet. Il masterplan è ben congegnato ed è il risultato del lavoro creativo di rinomati studi di architettura internazionali. Gli immobili ed i servizi al proprietario offrono le migliori condizioni per un aumento del loro valore nel lungo termine sia come investimento che come casa per le vacanze.
L’acquisto di un appartamento di vacanza ad Andermatt Reuss è un passo importante, per questo motivo approfittando del Pacchetto Ispezione gli acquirenti possono scoprire la regione e testare gli appartamenti prima dell’acquisto.

 

Ampia selezione di immobili
Tra gli immobili disponibili si distingue il condominio Altera, ad esempio, che convince per la sua posizione unica con vista mozzafiato sul fiume Reuss e sulla valle Orsera. Le unità abitative realizzate sono dodici: attico, appartamenti duplex o su un piano – tutte costruite con materiali di prima scelta della regione e con una particolare attenzione agli standard energetici. Gli appartamenti sono ampi e luminosi, grazie alle grandi vetrate, ed offrono spazi ideali per vivere e ricaricarsi.Poco distanti, in centro di Andermatt Reuss, affacciate su Piazza Gottardo si trovano le Gotthard Residences. Questi immobili offrono la combinazione perfetta tra appartamento per le vacanze tradizionale, servizio alberghiero di Radisson Blu ed area fitness/wellness e sono la soluzione ottimale per rilassarsi e godere del tempo libero. Il condominio, con accesso diretto all’area wellness e fitness, è separato architettonicamente dall’hotel 4* superior Radisson Blu, a garanzia della sfera privata dei proprietari.

Casa Altera, in prima fila per lo spettacolo della natura

Tutte le unità dispongono di vetrate a tutt’altezza ed almeno un balcone, garantendo un’ottima luminosità naturale. Gli interni sono per la maggior parte rivestiti di legno, creando così un’atmosfera alpina calda e confortevole.

Divertirsi in movimento
Andermatt offre numerose opportunità di svago per gli amanti degli sport all’aperto : dalla classica escursione a piedi o in bici alle arrampicate, al campo da golf che ricorda quelli scozzesi, alle innumerevoli piste da sci di fondo ed un comprensorio sciistico di prim’ordine. L’offerta culturale è ampia ed i ristoranti in paese e sulle piste propongono piatti gustosi con materie prime di primissima scelta.
Il gioco sul campo da golf di Andermatt è lungo, impegnativo e variegato ed offre ai giocatori un’esperienza emozionante di golf d’altura, con panorami alpini rigeneranti che fanno passare in secondo piano eventuali risultati poco ïncoraggianti dello score. Dodici fairways si trovano sull’altipiano e sono perlopiù pianeggianti, gli altri sei attraversano zone leggermente collinari. I tee situati più in alto garantiscono un gioco spettacolare con viste mozzafiato. Il campo di 130 ettari si estende su 6.127 metri dai tee bianchi.
Da tenere in considerazione è l’elemento del vento, soprattutto se dovesse fare capolino in campo nel pomeriggio.

Giocare sostenibilmente
Versanti rocciosi di granito, coloratissimi fiori di montagna e il muggito delle mucche che brucano a pochi passi dai green perfettamente curati sono le particolarità più impressionanti del campo da golf di Andermatt – ma non solo. L’architetto Kurt Rossknecht ha anche curato l’aspetto ecologico: i bunker ed i laghetti sono inseriti in modo armonioso nell’ambiente circostante. Inoltre per proteggere l’ambiente, sul campo di Andermatt si rinuncia alla vendita ed all’utilizzo di bottiglie in plastica. Come già d’abitudine, i giocatori possono rifornirsi gratuitamente di acqua alle postazioni designate, con le proprie borracce o quelle riutilizzabili messe a disposizione.
Mentre si gioca è assolutamente consigliato guardare in alto o ascoltare attentamente i cinguettii provenienti dai cespugli : diverse specie di uccelli – anche appartenenti a specie in pericolo – hanno trovato casa nella Valle Orsera. L’osservatorio ornitologico svizzero ha tenuto sotto oeservazione la popolazione degli uccelli nella valle ed ha rilevato un aumento della presenza di uccelli rari quali lo stiaccino o il ciuffolotto scarlatto.
L’Organizzazione Ambientale del Golf conferma che con il certificato GEO il campo da golf di Andermatt rispetta tutti i criteri, se non addirittura li supera, nell’ambito della protezione ambientale, della gestione delle risorse e dell’integrazione sociale. Per ottenere il certificato vengono presi in considerazione da una parte l’intero ecosistema animale e vegetale, e dall’altra la gestione operativa e l’amministrazione del campo.

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articolo a cura di: Andermatt Swiss Alps

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John Luxury Suites: a Folgaria il posto giusto dove rilassarsi dopo una giornata di golf

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Adriano Manzoni – Otto romantiche suite con sauna privata, l’ideale dove trascorrere le ore tra le due gare di Italy Golf Cup in programma a Folgaria il 21 e 22 agosto.

La tua Suites tra le montagne: “profumi del bosco, pareti in legno vecchio, caminetto, sauna privata, l’eccellenza per un soggiorno all’insegna della natura, del relax e della cucina Gourmet“.

Oggi più che mai la coppia in cerca di una vacanza nel relax esige strutture che garantiscano privacy e intimità. Una delle più affascinanti risposte a questa richiesta proviene dal Trentino Alto Adige, nel cuore di Folgaria. Si tratta delle John Luxury Suites, otto romantiche suite, una differente dall’altra, che rimandano ai profumi del bosco: otto “scrigni di romanticismo” pensati per concedere agli ospiti un soggiorno indimenticabile all’insegna della natura, della tranquillità e della cucina gourmet. L’atmosfera creata dalle pareti in legno antico, il suggestivo caminetto a vapore acqueo, la vista sulle montagne e la sauna privata ne fanno il luogo ideale per un soggiorno a due, scelto spesso però anche da famiglie bisognose di staccare dalla frenesia della città.
Di particolare importanza la scelta delle saune come ci evidenziano i titolari della struttura Anna e Alberto Schonsberg: “Abbiamo investito sull’innovativa tecnologia austriaca Hydrosoft in cui il perfetto bilanciamento tra calore e umidità riproduce un clima tropicale dagli innumerevoli benefici”.
Nelle suite più grandi sono state realizzate delle vasche freestanding al centro della stanza che rendono l’atmosfera particolarmente romantica.
E per appagare ulteriormente i sensi basta scendere al John Caffè, tra i migliori della regione secondo la guida del Gambero Rosso 2020 e 2021.
Ulteriore nota di eccellenza è il ristorante gourmet La Stua del John, con cucina a vista e otto tavolini dai quali degustare menu che sono valsi allo chef un cappello nella Guida dell’Espresso: proposte culinarie che affondano le proprie radici nella tradizione di montagna secondo un’ottica di semplicità ed eccellenza.
Una sosta, meglio se prolungata di qualche giorno, è sicuramente la combinazione migliore con le gare di Italy Golf Cup in programma a Folgaria.
www.johnluxurysuites.it

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Volontà e tanta passione per produrre eccellenza; l’azienda vitivinicola Velenosi nel segno della distinzione

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Adriano Manzoni – Italy Golf Cup è felice e onorata di poter annoverare tra i propri Partner del Circuito 2021 un’azienda con una così forte impronta volta all’eccellenza e all’innovazione, in un settore di grande prestigio ma anche tanto difficile.

“Il vino è la nostra unica passione. La passione, rende unico il nostro vino.
Posso affermare che Velenosi Vini è una delle aziende vitivinicole leader nella regione Marche, e il nostro marchio è sinonimo di alta qualità.”
Angela Velenosi

Angela Velenosi con i suoi due figli Marianna e Matteo

L’azienda vitivinicola Velenosi nasce nel 1984 per volontà di due giovanissimi imprenditori, Angela ed Ercole Velenosi. Poi con l’esperienza del Dottor Paolo Garbini, nel 2005 viene costituita la Velenosi Srl.
Oltre 35 anni di esperienza nel settore e la forte passione hanno permesso di creare questa realtà dove, attraverso l’utilizzo di attrezzature all’avanguardia, si produce del vino eccezionale.
Il cuore dell’azienda è situato nella storica città di Ascoli Piceno, che si trova nella regione Marche ad una distanza di circa 20Km dal mare Adriatico e ad un’altezza di 150/200 m. slm.
I poderi dell’azienda si estendono tra le colline che fanno da contorno alla splendida valle del fiume Tronto, che grazie ai suoi terreni argillosi e fertili, è da sempre stata vocata alla coltivazione della vite.
Oltre alle quattro aziende situate ad Ascoli Piceno, Castorano, Monsampolo e Castel di Lama, vi è un vigneto nella zona di Ancarano (TE) e nella zona di San Marcello (AN), tra i Castelli di Jesi. La cantina fin dall’inizio ha ottenuto un grande successo di critiche giornalistiche pubblicate sui più rinomati giornali nazionali ed internazionali quali: Wine Spectator, Robert Parker, Gambero Rosso, Luca Maroni, A.I.S. e molti altri. È per questo che è presente su tutto il territorio nazionale con la collaborazione di 85 agenzie e su quello estero dove è presente su 54 nazioni sia in Europa che nel resto del mondo. La produzione ad oggi è di circa 2.500.000 bottiglie e le aspettative non si fermano certo qui.
Così, Angela Velenosi, ci illustra l’azienda che non è solo un’impresa imprenditoriale ma è soprattutto passione:

“II vino è per noi un’arte capace di far sognare. L’abbiamo scritto e lo crediamo profondamente: è anzi la base della nostra filosofia aziendale, che parte dalla tradizione, dagli antichi insegnamenti interpretati con fantasia e dinamismo, per risvegliarsi nel profumo di un calice”.

“II vino è un’arte capace di far sognare”

“Passerina Brut” di Velenosi. metodo Charmat

“Dal vino abbiamo imparato molto: ai suoi valori positivi ci piace ricondurre l’ispirazione per la gestione della nostra azienda: limpidezza, sincerità, e genuina passione per il nostro lavoro. E poi i tempi: non lunghi, né brevi, ma naturali.
Quelli necessari per ottenere un lavoro ben fatto, come vuole una sana tradizione artigianale che amiamo ricordare costantemente, anche accanto alla più avanzata tecnologia di cui abbiamo ritenuto di dotarci.
Quindi la qualità. La continua ricerca per ottenere il massimo risultato.
L’aspirazione al perfetto equilibrio tra gusto e colore, tra bouquet e retrogusto.
L’attesa del magico momento in cui iniziare la vendemmia, per poi seguire poco a poco la nascita e l’evoluzione del vino. Così, con trasparenza, naturalezza e cura la nostra azienda da vent’anni prosegue il suo cammino.
Con passione immutata.
E con tale spirito che ci rivolgiamo a quanti condividono la nostra inclinazione, a coloro che nel vino ricercano un sapore antico ma sempre attuale: quello della purezza, per rispettare sino in fondo la nobilita dell’elemento.
Il nostro successo è dovuto non solo alla qualità delle nostre uve, ma anche al nostro personale altamente specializzato. Dagli operai ai tecnici di cantina fino ai consulenti esterni quali Attilio Pagli (enologo), uno dei più famosi in Italia e Cesare Ferrari, consulente di una lunga serie di aziende franciacortine e dal 2010, delle nostre due tipologie di metodo classico”.

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Il golf: una questione di Brand …

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Giorgia Bresciani e Letizia Milanesi (Brandforum.it) – Da tempo le aziende ricorrono agli eventi come efficace strumento di comunicazione interna.
Servono non solo per far conoscere un nuovo servizio/prodotto da commercializzare, ma anche per rinforzare la community aziendale, consolidando le relazioni interne e l’ottica di networking.

Il lavoro di squadra dà sempre buoni frutti. Non dimentichiamo poi che da sempre il golf è un efficace strumento di branding che è il tema su cui si articolano tutte le attività editoriali di Brandforum.it, il primo osservatorio italiano sul mondo della marca.
Per questo motivo il nostro Osservatorio monitorerà con interesse le attività di Italy Golf Cup®, in grado di far incontrare via via tra loro varie entità produttive e culturali, non solo italiane, in un momento piacevole e stimolante, fornendo spazi e cornici ideali per approfondire le tematiche del branding.
Fondato nel 2000 da Patrizia Musso, formatore aziendale e Professore Incaricato di brand communication presso l’Università Cattolica di Milano, Brandforum trova spazio online nel 2001. Da 20 anni, il sito rappresenta un punto d’incontro tra la ricerca scientifica sul branding e le realtà aziendali: è uno spazio virtuale dove molteplici sguardi si incontrano per tratteggiare i confini del branding, visto come realtà fluida, mobile e dinamica capace di esprimersi attraverso soluzioni innovative.

Patrizia Musso, direttore di Brandforun.it, consulente e formatore aziendale, Professore Incaricato di Brand Communication presso l’Università Cattolica di Milano.

In questi anni, Brandforum è diventato un riferimento irrinunciabile per un’ampia community di ricercatori, professionisti e appassionati che vedono nel brand una sorta di “filo di Arianna” al quale annodare molteplici aspetti della vita contemporanea: in coerenza con questa mission, il sito ha una forte vocazione divulgativa e culturale.
I contenuti dell’Osservatorio sono curati da una Redazione composta da ricercatori universitari ed esperti di marketing e comunicazione. È poi presente un ampio network di giovani collaboratori che nutrono una forte passione per i temi del branding.
Brandforum poi, sin dalla sua nascita, ha avviato diverse collaborazioni editoriali con importanti “Guest” provenienti dal mondo accademico e aziendale, così da offrire un ampio e variegato sguardo sul mondo del branding attraverso interviste, focus, inchieste e indagini ad hoc.
Molti sono i temi lungo cui si snodano le attività strategiche di marca e che vengono approfonditi su Brandforum sotto vari punti di vista. Tra questi troviamo ad esempio: digital, turismo, giovani, employer e internal branding, sostenibilità e Corporate Social Responsibility, sport. Ciò che anima tutta l’attività dell’Osservatorio è senza dubbio la filosofia dello Slow Brand, un concetto ideato nel 2013 da Patrizia Musso, Direttore del Portale, ispirato dal fenomeno Slow Food di Carlo Petrini e che prende le mosse da una presa di coscienza ormai imminente e necessaria nel mondo aziendale: nel flusso incondizionato di messaggi, attività, trend e cambiamenti socioeconomici a cui ogni consumatore è sottoposto, i brand devono avere il coraggio di innestare nuovi tempi in nuovi spazi, più a misura d’uomo. Questa nuova visione del brand può sfociare, ad esempio, nell’ideazione di innovative campagne pubblicitarie intente non solo a focalizzare l’attenzione del consumatore sul prodotto ma a farsi portavoce di valori, visioni e progetti comunicativi e commerciali affini a logiche di stampo CSR (Slow Advertising); nell’apertura di singolari punti vendita finalizzati a costruire relazioni di qualità e di lungo periodo con vari stakeholder, anche tramite logiche di tipo omnicanale (Slow Spaces); alla creazione di nuovi spazi digitali che, contrariamente alla logica fast di internet, puntano alla costruzione di contenuti digitali di lunga durata, capaci di intrattenere o informare gli utenti su temi salienti del vivere contemporaneo e del mondo del business (Slow Web).

Infine, si pensi alla coraggiosa gestione dei brand stessi, a partire dalla sede aziendale vista come piattaforma relazionale per instaurare un rapporto unico e più duraturo con i propri dipendenti, fino a iniziative confinanti con il mondo del welfare aziendale dove il benessere dei dipendenti viene messo al centro di attività e azioni di comunicazione (Slow Factory).

Patrizia Musso con parte della redazione di Brandforum alla prima edizione “Slow brand festival” presso la storica sede della Fondazione Feltrinelli di Milano.

Data l’importanza di questo concetto per Brandforum, nel 2015 è stata ideata la prima edizione dello Slow Brand Festival (in collaborazione con l’Associazione “L’Arte del Vivere con Lentezza”, fondata da Bruno Contigiani), che da allora – ogni anno – si offre come un momento di approfondimento e dibattito sulla maturità del fenomeno slow e della sua applicazione nel mondo del branding in Italia. Una occasione non solo di dibattito ma anche di valorizzazione attraverso un momento di premiazione di attività slow promosse da grandi e piccoli Slow Brand già presenti sul nostro territorio, spesso note solo agli addetti ai lavori. Un ulteriore obiettivo dello Slow Brand Festival è sicuramente quello di avvicinare i giovani al mondo delle imprese e viceversa, per farne conoscere al meglio le attività, gli obiettivi e anche le eventuali opportunità lavorative aperte.
La Sesta Edizione dello Slow Brand Festival, che avrà come tema principale il ruolo della donna nel mondo del lavoro e della comunicazione, si terrà (salvo diverse disposizioni governative) in autunno, a seguito della cancellazione dell’edizione del 2020 dovuta al Covid-19. Un tema che nasce anche da una ricerca condotta da Brandforum in collaborazione con ALMED – Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano, che è stata pubblicata nel volume “Libro Bianco – Le Professioni della Comunicazione 2021”, edito da FrancoAngeli.
Proprio per rimanere agganciati al contemporaneo, possiamo affermare di essere sulla buona strada per tornare a quella che sempre più spesso definiamo new normal: lo Slow Brand Festival 2021 e la prima edizione di Italy Golf Cup® sono solo due dei tanti esempi di questa ritrovata normalità, che permette di rigenerare la socialità, già molto debilitata dalla pandemia, offrendo interessanti occasioni di networking. Ripartire non è certo semplice, si sa, ma i presupposti ormai ci sono e per poter tornare in campo e fare hole in one è necessario attuare strategie che non sottovalutino la crescente centralità della sostenibilità nel contesto odierno. Si fa riferimento non solo al doversi prendere cura dell’ambiente, ma anche al concetto di sviluppo sostenibile che coinvolge la componente umana. Sono tante le aziende che oggi si muovono in questa direzione, consapevoli della necessità di capovolgere un paradigma prettamente competitivo con un nuovo modo di fare improntato alla cooperazione. Per una sostenibilità davvero autentica ed efficace risulta centrale una logica sistemica che crei relazioni non solo fra comunicazione interna ed esterna, azienda e fornitori, filiera produttiva e distributiva, ma anche fra aziende, istituzioni, associazioni. La sostenibilità richiede uno sforzo corale, un impegno che le aziende possono e devono assumersi quali primi promotori all’interno della società odierna, in affiancamento a una rete di relazioni più ampia. PMI e multinazionali risultano, così, simbolicamente legate da un fil rouge: hanno un ruolo sociale all’interno dei contesti nei quali operano, al pari di ogni singolo cittadino, e da ciò ne derivano grandi responsabilità. Questo le nuove generazioni lo sanno bene: i consumatori di oggi ma soprattutto quelli di domani sono sempre più attenti alla sostenibilità; è quindi necessario improntarsi alla massima coerenza e trasparenza se si vuole sopravvivere in un prossimo futuro. La sostenibilità non è più solo una componente del business, oggi è l’azienda stessa a dover essere sostenibile a 360°.

Questo ha portato a osservare sempre di più come, all’interno delle aziende di successo, il benessere non solo dei consumatori ma soprattutto dei propri dipendenti sia un altro driver di crescita indiscusso:

Patrizia Musso con Augusto Raggi, Head of Market North West Italy Enel.

È l’approccio della Employee Centricity, che può dare vita a efficaci strategie di Employer Branding, un aspetto su cui puntare per attrarre nuovi talenti e aggiudicarsi la loro permanenza in azienda nel lungo periodo.
La pandemia, poi, ha mostrato come la capacità di saper rispondere alle diverse esigenze dei dipendenti possa tradursi nell’ottenimento di risultati molto soddisfacenti anche con un tipo di lavoro “autogestito”, in modalità smart working: l’implementazione di politiche agili all’interno delle aziende risulta quindi un altro fattore di attrattività dei futuri dipendenti, che sono sempre più attenti a politiche di work life balance realizzabili anche tramite un modello ibrido di lavoro in presenza e a distanza.
Quest’ultimo anno, complicato e doloroso per il mondo del business, ha reso anche più complesso e sfidante l’ingresso dei giovani nel mondo aziendale. In occasione della celebrazione del traguardo dei vent’anni di attività del sito, Brandforum ha allora scelto di rivolgere particolare attenzione a questi giovani, offrendo contributi editoriali ad hoc da cui poter trarre ispirazione e fiducia, per ritrovare quella determinazione che magari in seguito alle recenti avversità è venuta meno. Al proposito, sono stati contattati diversi autori che nel corso degli anni di attività dell’Osservatorio hanno contribuito alla creazione di alcuni contenuti per il Portale.
Diamo quindi voce anche qui a chi, nel corso del tempo, ha collaborato con il nostro Network e oggi ricopre ruoli aziendali di spicco.
“L’avere tanta curiosità e voglia di apprendere costantemente sono due aspetti fondamentali” ce lo ricorda Claudia Santoro, Head of Digital for Taboola “quello che si fa oggi è già vecchio domani, perciò leggere, studiare e misurarsi con realtà sempre nuove è la chiave per restare competenti e aggiornati nel proprio campo”. Claudia Santoro ricorda l’importanza di formarsi continuamente per restare competitivi nel proprio ambito di riferimento e invita i giovani a far valere le proprie idee, cercando sempre nuove soluzioni e mantenendo un positive mindset. Invece, Fabio Tornabene, Growth Marketing Lead at Buddyfit, pone l’accento sull’importanza di non cercare le opportunità per job description ma per sfide, soprattutto all’inizio: “se non avete tutti i requisiti per fare quello che viene richiesto, allora è il lavoro perfetto per voi”, afferma Fabio, “personalmente non ho mai rispecchiato tutte quante le caratteristiche richieste, ed è stato proprio grazie ai contesti sfidanti e stimolanti nei quali mi sono trovato che ho potuto costruire le mie competenze. Innamoratevi delle sfide, della mission e della vision dell’azienda, ponetevi degli obiettivi e la motivazione e la passione saranno naturali conseguenze”. In questo particolare periodo storico, questo consiglio è ancora più prezioso, e insegna che “il bello” spesso arriva attraverso percorsi inaspettati. Infine, Cristina Villa, Director of Marketing PR and Communications at Eataly, ribadisce l’importanza “di essere innamorati dei valori dell’azienda per la quale si lavora. Senza questo interesse, infatti, è difficile resistere, soprattutto nel mondo del marketing: bisogna quindi credere al 100% in ciò che l’azienda rappresenta e sentirsi onorati a parlare di quel messaggio”, qualsiasi percorso si voglia andare ad intraprendere.

Con questo ultimo consiglio, noi di Brandforum vi auguriamo una serena ripartenza, con la speranza che eventi quali Slow Brand Festival e Italy Golf Cup® possano continuare a essere realizzati per avvicinare sempre più le persone al mondo del branding in maniera innovativa e originale.

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Giorgia Bresciani e Letizia Milanesi

Redazione Brandforum.it.

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Punta Ala tra macchia meditteranea e l’infinito orizzonte azzurro del mare

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Golf

Adriano Manzoni – Punta Ala è un’esclusiva meta turistica di raro splendore. Un lembo di terra circondato per tre lati dal mare e ricoperto da una fitta pineta. È rinomata per la bellezza del territorio a cui il Golf Club ha aggiunto un tocco di classe.

Il Golf Club Punta Ala ha iniziato la sua attività nella primavera del 1964. Il campo ha sede nell’omonima località balneare, famosa per la sua bella spiaggia sabbiosa, l’acqua cristallina, il verde lussureggiante e la moderna marina.
Il suo tracciato sviluppa una lunghezza complessiva di metri 6.200, PAR 72 – C.R. 73,3 – S.R. 139 si snoda su 60 ettari, situato in una bellissima zona panoramica con vista sul mare, è tra i più suggestivi e difficili sia sotto il profilo tecnico che paesaggistico, con dolci ondulazioni del terreno, sparso di bellissimi ostacoli naturali, immerso nel bel mezzo della macchia maremmana composta da una folta vegetazione sempreverde, di pini domestici e marittimi, di sughere secolari, di lecci, di querce rigogliose e di cespugli di corbezzoli.
Il percorso è stato progettato secondo i criteri più moderni di architettura golfistica e i greens, quasi tutti ondulati e di vaste dimensioni, sono stati ubicati nei punti più strategici dell’area a disposizione. Da ogni buca si gode un panorama stupendo come pochi in Europa, di fronte il mare blu alle spalle si contrappongono le lussureggianti colline di intenso verde della vegetazione mediterranea e sotto un cielo sempre sereno i fairways di bermuda, delizia dei giocatori.
Le 18 buche sono state costruite su terreno sabbioso che garantisce quindi un ottimo drenaggio anche nei mesi invernali.
L’attività del Golf Club Punta Ala, si svolge a carattere continuativo lungo tutto l’arco dell’anno con un intenso programma di competizioni golfistiche, anche di risonanza internazionale, specialmente durante la stagione estiva.
Per i giocatori che frequentano il club sono a disposizione: bar, ristorante, campo pratica, putting-green, pro-shop, golf cars e carrelli.

Una delle caratteristiche del Club, oltre al’impegnativo percorso, è la moderna e bella Club House tutta vetri e luci con la terrazza panoramica che guarda il mare.

Centro nevralgico del circolo è la Club House, bella, moderna, accogliente, tutta vetri e luce, ha adesso anche una nuova terrazza sul tetto del ristorante, battezzata “Il Cielo”.

In totale sono circa 200 metri quadrati in cui trova posto il nuovo lounge bar e una piccola chicca golfistica. È stato infatti ricavato un tee di partenza molto sopraelevato, pensato per i professionisti, che da lì potranno attaccare il fairway della buca 10.La sala interna, arricchita dalla presenza di un camino a legna, è luogo d’incontro e di relax dopo un sempre impegnativo giro. Nel ristorante, oltre ai deliziosi cocktail da gustarsi sulla terrazza si possono assaggiare alcuni dei piatti tipici della cucina maremmana.
Il 2022 vedrà l’apertura della nuova foresteria con 30 camere vista mare e centro benessere. Questa importante novità permetterà al circolo di poter ospitare direttamente gli amici golfisti durante tutto l’anno grazie al clima mite della costa Tirrenica.

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Adriano Manzoni

Founder & Trademak Owner – Marketing & Sponsorship Manager “Italy Golf Cup”.
Di professione consulente marketing ha due ombre nel suo lungo curriculum: non gioca a golf e è di fede rossonera.

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